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Monti contro la Lobby dei tassisti non ce la fa

23-02-2012 06:54 - Blog Roberto Bagazzoli
MILANO - Niente più licenze a tempo, ma sì ai taxi collettivi: la bozza dell´emendamento dei relatori cancella quanto previsto dal decreto legge sulle liberalizzazioni. I titolari di licenza, d´intesa con i Comuni, avranno invece «una maggiore libertà di organizzazione del servizio - si legge nell´emendamento - sia per fronteggiare particolari eventi straordinari o periodi di prevedibile incremento della domanda e in numero proporzionato alle esigenze dell´utenza sia per sviluppare nuovi servizi integrativi come il taxi ad uso collettivo».

PARERE PREVENTIVO - «L´autorità - recita testo dell´emendamento elaborato dai due relatori Filippo Bubbico (Pd) e Simona Vicari (Pdl) - dovrà monitorare e verificare la corrispondenza dei livelli di offerta del servizio taxi delle tariffe e della qualità delle prestazioni alle esigenze dei diversi contesti urbani. Saranno però Comuni e Regioni ad intervenire non prima però di aver acquisito il parere dell´Autorità». Si potrà, tra l´altro, stabilire l´incremento del numero delle licenze «ove ritenuto necessario» bandendo concorsi straordinari. I proventi che deriveranno dal rilascio di nuove licenze «sono finalizzati ad adeguare compensazioni da corrispondere a coloro che sono già titolari di licenza». Verrà inoltre consentita ai titolari di licenza d´intesa con i Comuni «una maggior libertà nell´organizzazione del servizio sviluppando anche nuovi servizi come il taxi ad uso collettivo. E una maggior libertà sarà riconosciuta anche per la fissazione delle tariffe con una «corretta e trasparente pubblicizzazione a tutela dei consumatori». Si punta anche a migliorare la qualità dell´offerta ad esempio ampliando la formazione professionale. Fissati i principi si prevede anche che nel caso in cui i Comuni si discostino senza adeguata motivazione dal parere dell´autorità quest´ultima potrà ricorrere al Tar del Lazio.

LE REAZIONI - Immediate sono arrivate le reazioni. Per Loreno Bittarelli Presidente Nazionale Uritaxi «c´è chi dice che sul decreto liberalizzazioni in discussione in Commissione al Senato sia passata la linea morbida sui taxi, ma a noi questo non risulta perché la nostra categoria - in questo già difficile momento che sta attraversando - ha concesso moltissimo per migliorarsi ed ampliare il servizio, senza aver ottenuto in cambio alcuna contropartita. Ci siamo resi disponibili a svolgere turni integrativi e più flessibili con doppie guide, a introdurre servizi innovativi sperimentali e integrativi, l´uso collettivo del taxi, maggiore flessibilità delle tariffe, tratte a tariffa fissa e tanto altro ancora. Non abbiamo però ottenuto ancora risposte dal governo alle nostre richieste di sgravio dell´Iva sui beni strumentali, che per noi rappresenta un costo e non è detraibile come avviene per gli altri professionisti e sulla possibilità di acquistare il carburante per l´uso professionale a prezzi agevolati». Nel dibattito è intervenuto anche il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni: «Il governo non può essere forte con i deboli e debole con i forti». E, ancora, «Solo abbassando i costi di gestione si possono contenere le tariffe ed ampliare la fascia di utenza che utilizza il nostro servizio e non continuando a spremere gli attuali operatori. Aumentando il numero di utenti del nostro servizio, che attualmente rappresentano solo l´1-2% della popolazione, si creerebbe più lavoro per gli attuali tassisti e maggiori spazi occupazionali per tutti», ha concluso. Per le associazioni dei consumatori aderenti a Casper (Comitato contro le speculazioni e per il risparmio che riunisce Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) «si tratta dell´ennesima sconfitta per il governo Monti, nuovamente battuto dalla lobby dei tassisti. Una liberalizzazione dei taxi come quella che si starebbe profilando, con una Autorità dei trasporti di fatto inutile e che non può decidere un bel nulla, e il potere di stabilire licenze e tariffe in capo ai sindaci, di fatto annulla qualsiasi beneficio in favore degli utenti». «In sostanza - spiegano Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori - se passerà l´emendamento che ammorbidisce le liberalizzazioni nel settore taxi, non ci sarà alcun cambiamento rispetto alla situazione attuale: le licenze non aumenteranno, le tariffe continueranno ad essere le più alte del mondo, e lo strapotere della lobby dei tassisti aumenterà, a tutto danno dei consumatori fruitori del servizio».

Fonte: Corsera

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